| Arte a Ravenna |
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Spesso gli stranieri sembrano più consapevoli degli stessi italiani dell'importanza storica rivestita da una città come Ravenna, e la includono negli itinerari delle meraviglie da visitare in Italia, al pari di Roma, Firenze e Venezia. Pochi turisti italiani sanno che al tempo di Augusto il porto di Classe ospitava la flotta militare, ed anche quella mercantile, più imponente di tutto il mediterraneo, e che qui convergeva tutto il traffico per mare delle merci preziose provenienti dall'oriente, tra le quali i marmi e i materiali rari con cui vennero decorati gli edifici che possiamo ancor oggi ammirare. Il nome stesso della città derivò da questo: in latino “Classis” significa flotta, e la bella pineta, che esiste ancor oggi e che un tempo arrivava fino a Venezia, venne piantata dai romani, che impotrarono questa varietà di pini, non originaria del luogo, proprio per avere il legname con cui costruire e riparare quelle navi che erano la loro forza ed il mezzo per accumulare qui tanta ricchezza. A Ravenna, caso unico in Italia e nel mondo, si sono incontrate e fuse insieme le anime e le eredità di tre popoli diversi, che sono alla radice del mondo medioevale-cristiano d'Europa: Il mondo classico Romano (Ravenna è stata l'ultima capitale dell'Impero Romano d'Occidente, che ha finito la sua storia millenaria proprio qui); Il mondo Greco, che faceva confluire nella cultura bizantina tutta l'eredità tecnica e filosofica dell'Oriente; e il mondo Barbarico, dalla profonda spiritualità nordica, che nella sua conqusta dell'Italia devastò e distrusse le città, ma risparmiò Ravenna, anzi l'abbellì ulteriormente perchè ne fece la sua capitale. Questa città, anche nei cosiddetti “secoli bui” delle invasioni barbariche, non conobbe decadenze, e così qui sono rimasti edifici e testimonianze che in quasi tutto il resto d'Italia sono andati perduti. Inoltre, proprio dalla fusione di queste diverse culture è derivata una produzione artistica originale e caratteristica di questa città, come lo stile dei mosaici e dell'architettura degli edifici religiosi, che meritano proprio di essere visti da tutti.
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